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CENNI STORICI SU OVINDOLI  
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A cura di Francesca Romana Stornelli.

Durante il periodo compreso fra il IX e il XIII sec., per necessità difensive di un territorio conteso fra varie dominazioni, gli insediamenti elementari, risalenti in alcuni casi ad epoca romana, modificarono le loro strutture arrivando a costituirsi come luoghi fortificanti. Il presidio difensivo, nei casi più semplici, era costituito da una torre con funzioni di avvistamento e segnalazione, che localizzata in punti strategici, sui percorsi principali, consentiva di tenere sotto controllo l’area circostante il lago del Fucino e le principali vie di penetrazione come quella che attraversava l’Altopiano delle Rocche. Ovindoli, S . Pietro e S. Jona, all’epoca, facevano capo alla Contea di Celano che dominava quasi tutto il territorio dell’attuale Abruzzo, fin verso La Puglia, con al potere una stirpe d’origine autoctona, i “Berardi”, che riuscirono a conservarlo fino alla metà del ‘400. Il XV secolo fu un’epoca di benessere e ricchezza d cui giovò l’intera Contea sia dal punto di vista architettonico, con modifiche del tessuto urbano e degli apparati difensivi, che da quello artistico con l fiorire dell’arte rinascimentale nelle chiese locali ad opera di artisti di scuola aquilana. Il benessere e l’attività artistica si protrassero anche nel secolo successivo, quando la Contea di Celano passò nelle mani dei Piccolomini, ultimo periodo di floridezza che cederà il passo ad una
sempre maggiore povertà fino alla scomparsa della Contea stessa, con l’abolizione dei feudi, nel 1806. Con la legge 4/5/1811 S.Potito e Santa Jona vengono attribuiti al Comune di Ovindoli.

OVINDOLI: Nota alla maggior parte delle persone come stazione sciistica o per le sue bellezze naturali Ovindoli può altresì vantare un passato glorioso. La sua origine, su di un ciglio roccioso al limite meridionale dell’Altopiano delle Rocche, è motivata da necessità difensive per le popolazioni della valle che vi si accentrarono per proteggersi dalle scorrerie dei barbari. Dalla torre che svettava sul picco estremo dell ’ arroccamento purtroppo oggi non rimane traccia ma fu il luogo dove, nel 1223, Tommaso dei “Berardi”, Conte di Celano, resistette, con i suoi fedeli, all’assedio di Federico II di Svevia. Tommaso, all’epoca uno tra i maggiori feudatari del Regno Delle Due Sicilie, forte del suo potere osò, infatti, contrapporsi all ’ Imperatore, con un aspro combattimento che si risolse solo in seguito alla mediazione di Papa Onorio III. Dopo la morte di Federico II, investito del Regno Carlo D’Angiò, ritroviamo Ovindoli protagonista come luogo in cui il nuovo Imperatore sostò, nel 1268, poco prima della famosa “Battaglia dei Piani Palentini”, per organizzare le truppe con cui poi sconfisse Corradino di Svevia, nel suo tentativo di riprendere possesso del Regno. Dell’antico borgo di Ovindoli oggi rimane solo una delle porte d’accesso alle mura detta dei “Mutiati” e un antico palazzetto, secondo la tradizione popolare “casa del Re Zappone”, originariamente di proprietà dei Conti “Berardi”, contraddistinto da uno stemma a forma di scudo. Accanto al Monumento all’Alpino sono ancora visibili i resti della chiesa “dell’Assunta” crollata in seguito al terremoto del 1915.

 

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